Il legame tra il Regno Unito e l'Unione Europea potrebbe tornare al centro del dibattito politico. Il primo ministro Andy Burnham ha incluso la possibilità di una futura adesione all'UE tra le opzioni da valutare, sostenendo che gli effetti della Brexit siano stati più negativi che positivi per il Paese.
In un'intervista alla Bbc, Burnham ha dichiarato che il governo intende esplorare diverse soluzioni per definire a lungo termine i rapporti con Bruxelles. Le opzioni includono il mantenimento dell'attuale situazione, la possibilità di un'unione doganale, un eventuale ritorno nel mercato unico e, come scenario più avanzato, la piena adesione all'Unione Europea.
«Potremmo restare come siamo», ha detto il primo ministro, indicando questa come una delle alternative se fosse ritenuta la più adatta dall'opinione pubblica. Tuttavia, Burnham ha menzionato anche la proposta dell'ex ministro conservatore George Osborne per un'unione doganale e quella dei Liberal Democratici per un ritorno nel mercato unico. L'ultima opzione sarebbe quella di «andare fino in fondo», riaprendo la possibilità di adesione all'UE.
Il primo ministro ha chiarito che il governo non ha preso una decisione in merito e che ogni scenario dovrà essere valutato considerando fattibilità, vantaggi e svantaggi. Secondo Burnham, la questione non può rimanere irrisolta a lungo e qualsiasi nuova strategia dovrà basarsi su un ampio consenso nel Paese.
A livello personale, il leader laburista ha espresso la sua preferenza. «Vorrei vedere il Regno Unito rientrare nell'Unione Europea durante la mia vita», ha dichiarato alla Bbc, specificando però che ciò non significa che la nuova adesione sia un obiettivo immediato del governo. La priorità, secondo il primo ministro, è determinare quale rapporto con Bruxelles possa essere concretamente costruito nel prossimo decennio.
Burnham aveva già affrontato il tema durante il congresso annuale del Labour a Liverpool, sostenendo che la Brexit abbia causato «più danni che benefici» al Regno Unito. Nel referendum del 2016 aveva sostenuto la permanenza nell'Unione Europea. Ora il governo punta a presentare diverse opzioni sul futuro delle relazioni con Bruxelles in vista del vertice tra Regno Unito e UE previsto a novembre.
Il dibattito sulla Brexit si riapre mentre Londra cerca di rafforzare la crescita economica. Secondo i dati riportati, il PIL britannico è cresciuto dello 0,5% nel secondo trimestre del 2026, rispetto alla precedente stima dello 0,4%, mentre la crescita annuale è stata rivista all'1,4%. Tuttavia, restano le pressioni legate all'inflazione, al costo della vita e ai conti pubblici, elementi che influenzeranno le prossime decisioni del governo.
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