La Russia si prepara a votare per il rinnovo della Duma, la camera bassa del Parlamento, nel primo appuntamento elettorale dall'inizio del conflitto in Ucraina. Le elezioni si terranno da venerdì a domenica in un contesto politico fortemente influenzato dalla guerra e dalle tensioni con l'Occidente.
Il ministro degli Esteri, Serghei Lavrov, ha descritto il quadro attuale, affermando che Mosca è impegnata in una «guerra ibrida» con l'Europa occidentale, volta a infliggere una sconfitta strategica alla Russia. Questa visione rispecchia la narrativa adottata dal Cremlino durante gli anni del conflitto.
Russia Unita, il partito di Vladimir Putin, si presenta alle elezioni con una posizione di forza. Nel 2021 aveva ottenuto il 49,8% dei voti, assicurandosi 324 dei 450 seggi della Duma.
La competizione elettorale si svolge senza la partecipazione di Yabloko nella parte proporzionale. Il partito, critico verso l'intervento in Ucraina, è stato escluso il mese scorso dalla Corte suprema per presunte violazioni di proprietà intellettuale su alcuni contenuti del suo sito. Alcuni candidati di Yabloko sono stati esclusi anche dai collegi uninominali.
Il sistema elettorale russo prevede che metà dei 450 seggi siano assegnati tramite voto proporzionale e l'altra metà attraverso collegi uninominali.
Oltre a Russia Unita, partecipano quattro partiti definiti «opposizione di sistema»: il Partito comunista di Gennady Zyuganov, Russia Giusta-Per la Verità, il Partito Liberaldemocratico e Nuova Gente. Questi partiti criticano singoli aspetti, senza però mettere in discussione la leadership di Putin o la linea ufficiale sulla guerra.
Nelle precedenti elezioni, il Partito comunista aveva ottenuto il 18,9% e 57 seggi. Russia Giusta-Per la Verità aveva conquistato 27 seggi, il Partito Liberaldemocratico 21 e Nuova Gente 13.
In un discorso televisivo, Putin ha esortato i cittadini a votare, definendo le elezioni «decisive sotto molti aspetti». Dopo oltre quattro anni di guerra, il presidente ha collegato il voto al confronto internazionale.
«Questa sarà la nostra risposta a chi vuole indebolire la Russia, frenare il nostro sviluppo e privarci della sovranità», ha dichiarato.
Per la prima volta, le elezioni parlamentari russe si svolgono anche nei territori ucraini di Donetsk, Lugansk, Zaporizhzhia e Kherson, controllati in parte dalle forze russe e dichiarati annessi da Mosca dopo i referendum del 2022. L'annessione non è riconosciuta dall'Ucraina e dalla maggior parte della comunità internazionale.
Il voto è influenzato anche dalle conseguenze economiche della guerra. L'inflazione ha colpito la vita quotidiana, mentre gli attacchi con droni ucraini contro infrastrutture energetiche russe hanno avuto ripercussioni sulle grandi città e sulla disponibilità di carburante.
Secondo i dati del centro indipendente Levada, alla fine di agosto il consenso per Putin era al 76%, in calo rispetto all'87% dell'anno precedente. Il 56% degli intervistati riteneva che il Paese stesse andando «nella giusta direzione», mentre il 68% sosteneva le azioni delle forze armate russe in Ucraina.
Dall'estero, alcuni esponenti dell'opposizione hanno invitato gli elettori a usare il voto per esprimere dissenso. Yulia Navalnaya, vedova di Alexei Navalny, e il politico Maxim Katz hanno esortato i russi a votare per candidati e partiti diversi da Russia Unita, fornendo indicazioni anche per alcuni collegi uninominali.
Yabloko ha invece scelto una strategia diversa, invitando a sostenere i propri candidati dove presenti e a invalidare la scheda negli altri casi.
Navalnaya e Ilya Yashin hanno promosso una presenza simultanea ai seggi alle 12 di domenica come forma di protesta simbolica. L'iniziativa richiama il «mezzogiorno contro Putin» delle presidenziali del 2024.
In un contesto di forte controllo politico sulle candidature, le elezioni appaiono come un test della capacità del sistema guidato dal Cremlino di mantenere il consenso e la partecipazione elettorale mentre la guerra continua a influenzare la politica interna, l'economia e le relazioni con l'Occidente.
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