Papa Leone revoca le restrizioni salariali introdotte da Papa Francesco con il Motu Proprio 'Un futuro sostenibile' del 23 marzo 2021.
In quel documento, Papa Bergoglio sottolineava che un futuro "economicamente sostenibile richiede anche interventi sui salari del personale". Constatando un deficit già presente da anni, il Pontefice aveva ordinato riduzioni "proporzionali e progressive", con tagli del 10% sugli stipendi mensili dei cardinali con redditi più alti.
Sotto la guida del nuovo Papa, si adotta un approccio diverso. Come afferma Leone, quelle regole "furono necessarie per affrontare l'eccezionale sfida della pandemia". Ora, in un contesto completamente diverso rispetto a cinque anni fa, "quelle misure - scrive - possono essere superate, con la certezza che le Istituzioni della Santa Sede e dello Stato della Città del Vaticano continueranno, con altri strumenti, a garantire la sostenibilità economica".
Revocando l'intero Motu Proprio di Papa Francesco, il suo successore restituisce ai cardinali il 10% dello stipendio precedentemente ridotto. Per loro, quindi, nei prossimi giorni, gli scatti di anzianità torneranno a essere calcolati. Tuttavia, il passato rimarrà congelato.
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